Di versi amori

Ogni promessa è debito. Qualche mese fa quando ho aperto quellocheVale.wordpress.com, ho anche scritto di una certa sorpresa che di lì a qualche tempo avrei rivelato. Qualcuno avrà sicuramente capito di cosa si trattasse, qualcuno già lo sapeva. Qualcun altro avrà detto o starà dicendo e allora?

Ebbene qualche giorno fa il mio primo libro di poesie ha visto la luce, edito dalla casa editrice Neos di Rivoli: sono felice di condividerlo, di parlarne, ora che tutto ciò non è più solo un progetto o un piccolo grande sogno ma una realtà, pagine sonore nelle mie mani, versi che rileggo con quella stessa curiosità che metto per tutti gli altri. E questa volta sono i miei.

E’ un’esperienza che auguro a tutti, in fondo: vorrei dire quella di pubblicare un libro ma più realisticamente, di realizzare qualcosa di personale, la propria unica opera d’arte. E di vedersi cambiare nel farlo: maturare ma anche alleggerirsi, lasciarsi andare, aprire cassetti nuovi e buttarne altri, riconoscere emozioni di cui quasi si aveva vergogna, conoscere persone con la tua stessa illusione negli occhi.

Qualcuno ha detto che un sogno che si sogna da soli resta tale, in più persone è l’inizio di una nuova realtà. La realtà che io vorrei vedere realizzata è semplicemente che la poesia tornasse ad avere una sua dignità, uno statuto, un riconoscimento sociale, come è stato per secoli, come gia in parte avviene in alcuni paesi al di fuori dell’Italia.

Nella prefazione che Bruno Gambarotta ha generosamente concesso al mio libro si legge: “Secondo Ivor Armstrong Richards, lo scopo della poesia è di suscitare un atteggiamento adeguato nei confronti dell’esperienza, cioè fornirci un’arma in più per arginare l’ansia, il dolore, il sentimento di sconfitta. Un argine contro l’entropia, la dispersione, il disordine, la dissipazione, l’insignificanza. Lo fa con gli strumenti della metafora, del ritmo, del metro, della cadenza e tuttavia non è un gioco anche quando sembra tale; non è, o non dovrebbe essere, un semplice surrogato della vita.”

Non lo è, non per me. E’ infatti molto di più, e forse non so neanche dire cosa precisamente. Più immagini dei miei versi hanno acquisito un certo significato dopo o molto dopo che li avevo composti; solo allora li ho identificati, anzi mi hanno identificata.

Oggi scelgo per il mio blog questo componimento tratto da “Di versi amori”: dedicata ad un amico, una persona che ha una tale capacità di credere ai propri folli sogni da realizzarli. Un uomo d’altri tempi. Tempi in cui quei sogni e quella poesia hanno un senso, un valore, un corpo.

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MEDITERRANEA

 

Avevamo il mare
di pari passo con l’asse giusto dei sogni
avevamo la terra sotto i piedi e sopra
e ci mancava
e ci soffocava

 

preferimmo il vento
custodito e giocato sotto stringhe forti di idee
bevuto nell’amaro del bicchiere
un amaro notturno come le risa
fino all’ultima voce a ricordarci di quel sibilare
che senza neppure il tocco
ci portava ovunque
chiedemmo allora del vento
l’orientamento
la giustizia
la costanza.

 

In cambio sotto un maestrale la promessa sonante
in quelle traversate di alterna divinità
condurrò di te il ricordo per mandarlo dove sai
inebriarti appena prima che il racconto sia finito
raffreddarmi sulla coperta…

 

Se non so tremare del tuo sogno
sognerò di tremare per lui
scriverlo sull’acqua
fino a portarlo dove mi porta
di farti credere
che nel bel mezzo di ogni mare
si può ballare e ballare.

 

 (Valentina Perucca – “Di versi amori”)

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