Tutto vale

Laura, un’amica editor e scrittrice, partita alla volta dell’America Latina per un viaggio di alcuni mesi, con le parole finali del suo post, mi passa una palla ad un metro dalla porta vuota. Per me questa testimonianza vale tanto, tantissimo e la ringrazio di averla riportata: che senso avrebbero altrimenti le parole? I blog, lo scrivere, la memoria, il sentirsi gelare dentro di fronte a certe storie? Che senso avrebbe, mi chiedo, lo stesso viaggiare? Comunicare in una lingua stentorea con ciascuna di quelle persone che ad angoli diversi della città, raccontano storie diverse.

Ciascuna verissima, inconfutabile perchè modellata da emozioni insondabili. Decine, centinaia di storie vere che ancora oggi non conoscono una e soltanto una sola verità. Sotto la cui bandiera darsi finalmente pace, contare i feriti, chi tornerà e chi non più. Essere ancora genitori e nonni, non solo più nei ricordi ma per tutti i giorni che da qui in avanti saranno concessi, fino a morte naturale.

E’ questo l’inconcepibile: governi che sfilano, inetti e complici, ipocriti e oscurantisti, la vita che scorre sempre e comunque come se niente fosse. Il bello è altrove: nelle strade, nella gente, in un orgoglio unico di sentirsi argentini. In una terra immensa dall’incalcolabile patrimonio umano, geografico, naturalistico. E ti chiedi per quale miracolo possano stare insieme nella stessa opera tanta bellezza e tanta bruttura. Lo so, così dal di fuori, da lontano, è facile: forse loro direbbero lo stesso di noi.

Eppure non ho potuto non sentirmi chiamare in causa: quando ho compiuto il mio viaggio in Argentina, una parte di essa, nell’estate del 2004 insieme a due amiche, ho vissuto le stesse sensazioni: quel camminare talvolta in punta di piedi quasi a non voler aumentare tutto il dolore della terra, l’emozione di sentirsi dentro ad un racconto, sul comune denominatore di una malinconia che il popolo argentino ha come iscritto nel dna e trasmette forte.

Ma poi visitandola e conoscendone un poco le persone realizzi che non è dna ma storia. E come tale va raccontata.

Dunque ripasso quella palla a Laura perchè leggiate qualcosa di lei e della sua esperienza attraverso le pagine del blog.

Che per me vale. Eccome.

https://sottoilcielodelleande.wordpress.com/2015/05/29/in-memoria-dei-desaparecidos/


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